OSIO SOTTO: LA STORIA
Grazie alle giornate Fai d’autunno abbiamo avuto l’opportunità di visitare Osio Sotto, un paese di circa 13mila abitanti, in provincia di Bergamo. Le vicende di Osio Sotto sono strettamente legate a quelle della vicina Osio Sopra; i due centri hanno infatti percorso un cammino politico e sociale comune attraverso i secoli. Le radici del borgo affondano nell’epoca romana, quando il territorio fungeva da snodo strategico lungo la direttrice Milano-Bergamo. Il prestigio della località era tale che il tratto finale della strada verso Bergamo era noto proprio come “via Osio”.

Dopo l’instabilità seguita alla caduta dell’Impero e alle ondate barbariche, l’area ritrovò un equilibrio sotto il dominio dei Longobardi e, in seguito, dei Franchi. È proprio in questo contesto carolingio (tra il IX e il X secolo) che appare per la prima volta nei documenti ufficiali il nome di “Osio Subteriore”.

Il basso Medioevo fu un periodo turbolento e successivamente, il paese si ritrovò al centro delle violente dispute tra Guelfi e Ghibellini. A rendere Osio una preda ambita non era solo la posizione, ma anche la ricchezza di materie prime necessarie alla produzione di polvere da sparo. La serenità tornò solo nel 1427, con l’annessione alla Repubblica di Venezia. Sotto la guida della Serenissima, il territorio fiorì grazie a importanti investimenti idraulici: la creazione di canali artificiali (come le rogge Serio e Colleonesca) trasformò radicalmente l’economia, rendendo l’agricoltura e l’allevamento i pilastri del benessere locale.

Il passaggio tra Settecento e Ottocento segnò profondi mutamenti politici. Dopo essere stato parte della Repubblica Cisalpina e del Regno Lombardo-Veneto, il territorio confluì infine nel Regno d’Italia. Una breve parentesi ci fu nel 1810 quando Napoleone tentò di unificare Osio Sotto, Boltiere e Ciserano in un unico grande comune. Tuttavia, questo “esperimento” ebbe vita breve e si concluse dopo pochi anni con il ritorno all’autonomia dei singoli paesi.

IL SANTUARIO DI SAN DONATO
Il Santuario di San Donato è una chiesa cara agli abitanti di Osio Sotto, divenuto un luogo di devozione popolare dal 1630. Il 1630 fu l’anno della terribile epidemia di peste. Nel tentativo di invocare la protezione divina, i capifamiglia di Osio si riunirono il 23 giugno per stringere un patto solenne: in cambio della salvezza, promisero penitenze e la costruzione di una chiesa dedicata alla Vergine e a San Donato, il vescovo di Arezzo, se il paese fosse stato risparmiato. In quell’occasione, si impegnarono anche a celebrare con particolare solennità la ricorrenza di San Donato (7 agosto). Fu probabilmente questo l’atto che diede inizio alla grande tradizione della festa patronale che conosciamo oggi. Tuttavia, il legame con il santo era già antico. Sebbene le prime testimonianze scritte risalgano a un atto del 1443, si ritiene che una piccola chiesetta esistesse già tra il XIV e il XV secolo, offrendo da sempre un punto di riferimento spirituale lungo le sponde del Brembo.

Nel corso dei secoli, l’edificio ha cambiato volto più volte passando da una cappella agreste ad un Santuario. Sei anni dopo il voto, grazie alla generosità degli abitanti, iniziarono i primi lavori di restauro. Le vecchie cappelle originarie furono trasformate in presbiterio e sacrestia; fu aggiunta una nuova navata perpendicolare e venne realizzato un colonnato esterno. Nel Settecento venne ampliato il colonnato esterno. Tra l’Ottocento ed il Novecento il Santuario diventò quello che conosciamo oggi, un edificio con pianta a croce latina, con un campanile e con una facciata esterna decorata. All’interno del Santuario si trovano affreschi, tele di pregio e decorazioni in stucco. Tra questi spiccano due tele di Abramo Spinelli, artista locale formatosi presso l’Accademia Carrara di Bergamo alla scuola del pittore classicista Enrico Scuri.

RURALIA – IL MUSEO DELLA CIVILTÀ CONTADINA
Ruralia è una raccolta di oggetti che provengono da cascine di Osio Sotto, raccolte da privati cittadini, che si sono accorti di come il dopoguerra ha cambiato profondamente la civiltà contadina, perdendo dei mestieri che anni fa erano fondamentali per la sopravvivenza. Il museo è sviluppato su due piani, al piano terra ci si immerge nelle varie botteghe del tempo, mentre al secondo piano si toccano temi più legati alle vicende storiche. Il simbolo di Ruralia è proprio una ruota, la ruota del carro, che simboleggia anche la continuità.

Al piano terra, si rivivono le varie botteghe di artigiani del tempo, con molti strumenti e cimeli che venivano utilizzati per il lavoro. Le botteghe fatte rivivere sono: il sellaio, il falegname, il calzolaio, il fabbro e maniscalco, il norcino, il sarto e barbiere, il materassaio ed il ramaio. Le botteghe sono pensate come uno spazio interattivo, dove attraverso laboratori didattici è possibile “toccare con mano” l’evoluzione della civiltà contadina durante i secoli. È possibile approfondire diverse tematiche grazie ai tablet presenti.

Al secondo piano si trovano diversi cimeli di filande, fabbriche e delle prime industrie, tra cui la Dalmine, l’acciaieria più importante della zona, che subì un bombardamento nel 1944 che causò 278 morti e oltre 800 feriti tra operai e cittadini. Il museo è aperto ogni domenica dalle 15 alle 18. Per informazioni più dettagliate vi rimandiamo al sito ufficiale Ruralia.

LA PARROCHIALE DI SAN ZENONE
Ci spostiamo poi in Piazza Papa Giovanni XXIII, dove in tempi addietro si trovava il fossato del vecchio castello di Osio Sotto. In questa piazza venne costruita la prima scuola ed il municipio. In piazza si trova la Parrocchiale di San Zenone, la chiesa più importante del paese. Si nota subito la differenza tra la facciata della parrocchiale ed il campanile. Il campanile fu costruito completamente in muratura nel 1715, proprio perché ad Osio Sotto si trovava una fornace importante. La torre ospita uno dei complessi di campane più maestosi della provincia di Bergamo, essendo composto da ben 10 campane.

La facciata della parrocchiale è in stile barocchetto puro, progettato da Antonio Maria Pirovano, artista milanese, tra il 1742 e il 1758, quindi dopo la costruzione del campanile. Nel 1963, la copertura della cima è stata rinnovata in rame, mantenendo fedelmente il design originale. All’interno si trovano capolavori pittorici di rilievo, tra cui il Miracolo di San Zenone di Federico Ferrario, Gesù in casa di Gioacchino Manzoni e diverse tele di Giovanni Raggi. All’interno si trova anche un prestigioso organo Serassi del 1778, un pezzo di enorme valore.

OSIRIDE ADDORMENTATO DI MITORAJ
Nel Parco Colleoni, antistante Piazza Papa Giovanni XXIII si trova la scultura Osiride addormentato di Igor Mitoraj. Mitoraj è stato uno dei più affermati interpreti dell’arte contemporanea e le sue opere sono esposte nella Valle dei Templi di Agrigento e a Pompei. La statua fu inaugurata il 04 Novembre 2007, in onore dei caduti. L’artista si ispira alla figura egizia di Osiride, divinità legata al ciclo infinito di morte e rinascita. Rappresentandolo nel sonno, l’artista sceglie di non narrare la fine, ma un momento di transizione. Il volto è scheggiato e incompleto, rappresentando così la fragilità umana. La bellezza, per Mitoraj, risiede proprio nell’imperfezione e nei segni del tempo. All’interno della testa si aprono fessure che mostrano una cavità nascosta; la vera grandezza sta nel riconoscere le proprie ferite.

LA DITTA MAP
Durante la giornata abbiamo avuto l’opportunità di visitare la ditta MAP, un’importante azienda per l’industria della provincia di Bergamo. L’azienda è leader nella componentistica per i settori nautico, agricolo e dell’automotive. Abbiamo visitato due siti espositivi, Plant 1 in via Colombo e Plant 2 in via del Lavoro. Nella sede Plant 1 abbiamo osservato i prototipi ed abbiamo approfondito le tecnologie legate al controllo delle vibrazioni e dell’acustica nei laboratori di ricerca. Nella sede Plant 2 abbiamo osservato i processi di progettazione in 3D e lo studio dei materiali di ultima generazione. La visita alla ditta non è sempre possibile; noi l’abbiamo visitata grazie alle giornate FAI.

COSA VEDERE NEI DINTORNI
PALAZZO MORONI IN BERGAMO ALTA
Nel cuore di Città Alta a Bergamo, in Via Porta Dipinta, si trova Palazzo Moroni, una splendida dimora seicentesca gestita dal FAI. Fu fatto costruire nel 1631 da Francesco Moroni, ricco mercante di seta. Gli interni sono estremamente ricchi; tra lo scalone d’onore e le sale del piano nobile spiccano i capolavori di Giovan Battista Moroni. L’esterno non è da meno, con un immenso giardino terrazzato all’italiana di circa 2 ettari, arricchito da un ortaglia. Per saperne di più sulla visita e sulla storia di questo palazzo vi rimandiamo al nostro articolo: Alla scoperta di Palazzo Moroni, tesoro del FAI a Bergamo.

IL VILLAGGIO OPERAIO DI CRESPI D’ADDA
A soli 10 minuti d’auto da Osio Sotto, si trova Crespi d’Adda, uno dei villaggi operai meglio conservati d’Europa e dichiarato patrimonio UNESCO. Nato attorno a un grande stabilimento tessile, il borgo fu concepito come una comunità autosufficiente in cui la vita dei lavoratori era strettamente legata alla fabbrica. Ad oggi è rimasta intatta la via principale dove si trova la fabbrica con la sua alta ciminiera e la villa padronale a forma di castello neomedievale. Più in basso si trovano le caratteristiche case operaie con orto e giardino, affiancate da servizi all’avanguardia per l’epoca, tra cui scuola gratuita, chiesa, teatro, ospedale e bagni pubblici riscaldati. Il villaggio era il primo ad avere l’illuminazione pubblica a sistema Edison e una linea telefonica privata con Milano. Per scoprire tutte le curiosità su questo villaggio leggete il nostro articolo dedicato: Una giornata al villaggio operaio di Crespi d’Adda.

FAQ – DOMANDE FREQUENTI SULLA VISITA AD OSIO SOTTO
Come raggiungere Osio Sotto?
In auto uscita A4 Dalmine. A Dalmine prendere la SS 470DIR, continuare sulla SS 525 e seguire le indicazioni per Osio Sotto.
Quando sono le giornate FAI?
Le giornate FAI si svolgono principalmente due volte l’anno: le Giornate FAI di Primavera (solitamente a marzo) e le Giornate FAI d’Autunno (solitamente a ottobre).
Per le date precise consultate il sito ufficiale FAI
Quando è aperto il museo Ruralia?
Il museo è aperto ogni domenica dalle 15 alle 18
Dove mangiare a Osio Sotto?
Pizzeria Retrò
La Braseria
Pasticceria Toffy
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