Cosa vedere a Ovada e dintorni: tra borghi e castelli

Itinerario aggiornato il giorno: 09/07/2023

La zona dell’ovadese è un territorio ricco di piccoli borghi, ognuno con il suo castello. Leggete il nostro articolo per sentirvi come dei re e delle regine.


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Cosa vedere a Ovada e dintorni: tra borghi e castelli

La zona dell’Ovadese e del basso Monferrato è un’aera ricca di piccoli borghi, la maggior parte dei quali hanno il loro castello a fare da guardia. La visita della zona diventa quindi un’esperienza fiabesca. Il tutto è accompagnato da una zona vitivinicola dove vengono prodotti alcuni dei migliori vini italiani tra cui il Dolcetto DOCG. Ottimi anche i distillati di Gualco, presenti a Silvano d’Orba dal 1870. Il paesaggio dell’ovadese è adatto a passeggiate in collina e montagna, il tutto corredato da chiesette e santuari. La zona è conosciuta anche per le diverse sagre che si tengono durante l’anno, legato al vino ed alla gastronomia locale.

Torre del Castello di Tagliolo

OVADA

A pochi km dal confine con la Liguria si trova la città di Ovada, famosa per i suoi innumerevoli ed importanti edifici religiosi e per l’enogastronomia. Da non perdere la Chiesa dell’Immacolata Concezione ed il suo altare realizzato in ebano. Da visitare anche l’oratorio di San Giovanni Battista, in stile rococò, dove si trova un crocifisso ligneo intagliato da Giovanni Bissoni. Molto interessante anche la casa natale di San Paolo della Croce, fondatore dei Padri Passionisti. Ad Ovada ha sede l’Enoteca regionale del Monferrato, dove trovare diversi vini a km 0, tra cui il famoso Ovada DOCG, che dal 2008 è una delle tre DOCG del Piemonte del Dolcetto. Ben curato il parco Parco di Villa Gabrieli, una villa liberti di inizio 900, immersa in un parco dove si trovano specie arboree provenienti da tutto il mondo. Se volete approfondire la visita ad Ovada vi suggeriamo di leggere il nostro articolo dedicato “Cosa fare e cosa vedere durante una giornata a Ovada”.

Panchina di Ovada

SILVANO D’ORBA

Il borgo di Silviano d’Orba è rappresentato dal Castello Adorno che sovrasta il borgo, dalla storica Distilleria Gualco e dalla Chiesetta di San Pancrazio. Il castello fu edificato a metà del 1400 dalla famiglia Adorno. Dal 1991 il castello è di proprietà della famiglia Iannoni e quindi essendo abitato, non è possibile visitarlo all’interno. Vale comunque la pena salire la collina per vedere da vicino le sue imponenti mura. Poco al di sotto si trova la Chiesa di San Pietro, anch’essa risalente al XV secolo, che per molti anni rimase l’unica parrocchia del territorio. Scendendo ancora la collina, si raggiunge l’attuale Chiesa Parrocchiale dedicata a San Sebastiano. A circa due chilometri a Sud di Silvano, nella frazione di Pieve, si trova la Chiesa di Santa Maria della Neve, una delle chiese più antiche della diocesi di Tortona.

Castello di Silvano d'Orba

Uno dei posti più speciali di Silvano d’Orba è Chiesa di San Pancrazio, collocata su un’altura poco sopra Silvano. Si raggiunge in circa 20 minuti di cammino partendo dalla piazza principale di Silvano. All’interno si trova una pala d’altare raffigurante il Martirio di San Pancrazio e un reliquiario che custodisce alcuni frammenti di ossa del Santo, riconosciute autentiche nel 1576. Ad inizio maggio si tiene la festa di San Pancrazio, con il raduno di auto e moto storiche e con la possibilità di gustare piatti e vini tipici del territorio ovadese. A Silvano d’Orba si tiene anche il festival “Ai bravi burattinai d’Italia”, giunto alla 30° edizione , con una serie di spettacoli ed eventi dedicato alle simpatiche marionette.

Chiesa di San Pancrazio a Silvano d'Orba

DISTILLERIA GUALCO A SILVANO D’ORBA

Silvano d’Orba è conosciuto anche per essere il borgo della grappa, in quanto hanno sede due antiche distillerie che producono grappa con il metodo discontinuo dell’alambicco a bagnomaria alla piemontese. Noi abbiamo avuto il piacere di visitare la distilleria Gualco, con sede in Via XX Settembre a Silvano d’Orba, in pieno centro. La distilleria fu fondata nel lontano 1870 da Gualco Paolo I, e tutt’ora è ancora di proprietà della famiglia. Dal 1930 al 2001 la grappa Gualco, grazie al lavoro di Bartolomeo e di sua nipote Susanna iniziò ad essere conosciuta in Italia e nel mondo, con esportazioni che oggi raggiungono anche gli USA.

Botte della Distilleria Gualco

La distilleria utilizza il metodo dell’alambicco a bagnomaria alla piemontese, ottenendo da circa 200 kg di vinaccia 12 litri circa di grappa in un’ora. Le vinacce utilizzate sono per lo più quelle locali, a km 0, quali il dolcetto, il nebbiolo, il timorasso ed il barbera. Oggi la distilleria è guidata da Giorgio e Marcello Soldatini, aiutati da Alessandro, il figlio di Susanna. Oltre alla produzione della grappa classica, alla distilleria Gualco si trovano anche grappe aromatizzate (alla ruta, al ginepro, alle erbe..); liquori (al miele al lampone, al mirtillo..) ed amari.

Forno della Distilleria Gualco

TAGLIOLO MONFERRATO ED IL CASTELLO PINELLI GENTILE

Tagliolo Monferrato è uno dei borghi più importanti della zona dell’ovadese. In passato fu possedimento di vari feudatari, nel Quattrocento fu conquistato dagli Sforza e poi dalla famiglia Doria. Nel 1498 fu dato alla famiglia Gentile, i conti di Tagliolo. Nel 1745 Teresa Gentile sposò Costantino Pinelli, ed il feudo passò così ai Pinelli Gentile, che sono ancora gli attuali proprietari del castello e del borgo ad esso collegato. Il piccolo borgo collegato al castello, è composto da case medievali, tra cui la prima casa del paese, e da una chiesa del 1200 ancora consacrata.

Borgo Medievale di Tagliolo

Grazie al conte Luca Pinelli Gentile abbiamo avuto il piacere di visitare internamente il castello di Tagliolo, uno dei meglio conservati dell’alto Monferrato. Il castello suddiviso in tre piani, il pian terreno, il piano nobile ed il piano superiore.  Attualmente il castello è una location per festeggiare matrimoni, meeting aziendali o semplicemente una fuga romantica in quanto sono presenti anche quattro eleganti guest house dove pernottare. Il locale della vecchia bigattiera, dove si allevavano i bachi da seta, può ospitare fino a 150 persone sedute. Al piano terreno del castello si trovano le cantine, nelle quali da più di 500 anni vengono prodotti vini bianchi, vini rossi, grappe e spumanti (sia con produzione Champenoise, sia con produzione Charmat).

Castello di Tagliolo

ROCCA GRIMALDA E LA PERBUREIRA

Rocca Grimalda è un borgo di circa 1400 abitanti con un aspetto in qualche senso ancora medievale. All’entrata del paese si trova l’imponente castello ed il suo meraviglioso giardino panoramico. Il castello attualmente ospita un b&b in cui è possibile pernottare. E’ possibile ammirare il panorama sulla zona dell’ovadese grazie al Belvedere Marconi, in una vietta parallela al centro del paese. Dal 2000 è presente il museo della maschera dove sono esposti costumi e materiali utilizzati per il Carnevale della Lachera. Per informazioni sugli orari di apertura vi consigliamo di rivolgervi allo IAT di Ovada. La Lachera è una danza ancestrale che viene riproposta in occasione del Carnevale, come rito propiziatorio per la primavera. Pensate che questa danza è stata esportata anche in Belgio, Francia e Germania. Oltre a questa danza, Rocca Grimalda è un paese conosciuto per un piatto molto particolare, la Perbureira, una minestra con pasta fresca all’uovo, fagioli, pancetta e patate, accompagnato dall’agliata, un’infusione di aglio e olio. L’ultima settimana di agosto si tiene la sagra della Perbureira, che richiama persone da tutta italia.

Belvedere di Rocca Grimalda

TRISOBBIO E LA NOCE SECOLARE

Il borgo di Trisobbio è un piccolo gioiellino con tanto di castello risalente al XIII secolo. Attualmente il castello è di proprietà dell’amministrazione comunale ed ospita al proprio interno un ristorante ed alcune camere per pernottare. Oltre al castello che rende il borgo molto suggestivo, anche viette stesse creano un’atmosfera particolare; viette strette ed acciottolate dove passeggiare con tranquillità. Da non perdere la Chiesa di San Rocco, situata in posizione ottimale per godere della vista sulla zona circostante. Durante le giornate di sole è molto carina l’idea di fare una passeggiata di circa 2 km nel parco Dotto, che collega Trisobbio a Montaldo Bormida. Sulla strada che invece collega Trisobbio al vicino borgo di Cremolino, si trova una noce secolare, chiamata la “Noce di San Giovanni” che germoglia tardivamente e fiorisce la notte del 24 giugno, in cui si festeggia San Giovanni. Leggenda narra che nell’ottocento venne rinvenuto un tesoro nascosto, proprio sotto quest’albero di noce.

Castello di Trisobbio

CREMOLINO E IL SANTUARIO DELLA BRUCETA

Il piccolo borgo di Cremolino ospita poco più di 1000 abitanti, ma nonostante sia piccolino merita comunque una visita. Il castello è posto a 450 metri sul livello del mare ed è il più alto dell’Alto Monferrato. Di particolare rilievo il Convento dei Carmelitani che attualmente è sede del Centro Studi Biblico-Teologico Internazionale. Nel borgo di Cremolino vengono organizzati diversi eventi durante l’anno che richiamano l’attenzione di molte persone, tra cui la Sagra delle tagliatelle e la Sagra del pesce. Poco fuori dal paese si trova il Santuario della Bruceta, chiamato così perché prese il nome dal dipinto della madonna su pietra che scampò miracolosamente all’incendio che distrusse completamente la cappella. Dal 1808 il santuario gode di una particolare forma di indulgenza plenaria, concedendo a chi lo visita la remissione dei peccati.

Castello di Cremolino

MONTALDO BORMIDA E LA BATTAGLIA DEL BUDELLO

Il borgo di Montaldo Bormida ha un numero di abitanti inferiori a Cremolino, solo 619 abitanti. E’ conosciuto per la “Battaglia del Budello” che avvenne nel 1799 tra i paesi di Orsara, Montaldo e Rivalta. I piemontesi tesero un agguato alle truppe francesi, nascondendosi in una strada nascosta, che costeggia il Rio Budello. Questa mossa astuta gli diede la vittoria, costringendo i francesi a tornarsene a casa sconfitti e senza denaro. Nei tempi a venire, tra i campi che fiancheggiano il rio Budello sono state ritrovate monete d’oro e d’argento francesi. A Montaldo Bormida vi sono diversi edifici religiosi importanti, come la Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo che è l’unica chiesa in cui il pittore “il Muto” firmò e datò due affreschi, L’Ultima Cena e La Natività. Da vedere anche Palazzo Schiavina, con il suo particolare porticato, il terrazzo ed il giardino.

Chiesa di Montaldo Bormida

CARPENETO BORMIDA E L’ANTICO LAVATOIO

Il borgo di Carpeneto Bormida è dominato dal castello, che occupa il centro paese. Attualmente il castello si presenta molto diverso rispetto all’origine. All’interno del Castello si trova la Cappella di Sant’Antonio di origine romanica, considerata oggi una della più antiche del Monferrato. Da non perdere il crocifisso lineo commissionato nel 1712 ad Anton Maria Maragliano, che si trova nella Chiesa di San Giorgio. Lungo la strada che conduce alla frazione Madonna della Villa è collocato un antico lavatoio, testimone della civiltà contadina e della vita dell’epoca. Il paese di Carpeneto Bormida è conosciuto anche per aver dato i natali allo studioso e filologo Giuseppe Ferraro.

Lavatoio di Carpeneto

LERMA E LA LEGGENDA DI ISABELLA REGINA DI CASTIGLIA

Per entrare nel centro di Lerma si passa da un arco, che era in origine il ponte levatoio del castello cittadino. L’area attorno al castello è tutt’ora chiamata il ricetto. Una delle torri del castello venne adattata in quella che ora è la Parrocchiale di San Giovanni Battista, che conserva un dipinto raffigurante la Vergine con Bambino di Barnaba da Modena. Attorno al castello di Lerma aleggia una leggenda legata a Isabella Corvalan, regina di Castiglia. Un giorno un gruppo di cavalieri portò dei doni alla regina, tra cui tre rose d’oro tempestate da rubini rossi. La regina nascose i doni nel cortile, ma un bel giorno la regina sparì e nessuno ebbe sue notizie. Leggenda narra che un giorno all’anno i rubini risplendano, colpiti dai raggi del sole. Da non perdere anche l’osservatorio astronomico che si trova nella frazione di Costalunga.

Borgo di Lerma

MONTALDEO E LO SPETTRO DELLA MONACA

Il comune di Montaldeo deve il suo sviluppo alla famiglia Doria, che acquisì il territorio nel 1566 e tutt’ora il primogenito porta ancora il titolo di Conte di Montaldeo. Il borgo è dominato dal castello, eretto nel XIII secolo. Attorno al castello aleggia la leggenda dello Spettro della Monaca. Suor Costanza Gentile fuggì dal monastero di Genova, per vivere la sua storia d’amore con Clemente Doria, conte del castello di Montaldeo. Un giorno il Conte scoprì Suor Costanza in atteggiamenti intimi con un altro uomo. Il Conte decise così di murarla viva, proprio nel castello di Montaldeo. Leggenda narra che il fantasma della suora si trovi ancora tra le mura del castello. Oltre al castello, a Montaldeo vi consigliamo di visitare anche la Parrocchiale di San Martino e la Chiesa di San Michele, con all’interno affreschi raffiguranti l’Arcangelo Michele e Santi.

Borgo di Montaldeo

MORSASCO ED IL PAVONE ROGER

Nel piccolo borgo di Morsasco, abitato da solo 631 abitanti si trovano un elegante castello del 1200. Dopo vari proprietari, il castello rimase per qualche anno in mano ai Gonzaga, per poi passare ai Marchesi Pallavicino, fino ad arrivare all’attuale proprietario, l’architetto nautico Aldo Cichero. Il castello è attualmente visitabile anche internamente previo appuntamento, scrivendo un email a: castellodimorsasco@gmail.com oppure chiamando il +393343769833. All’interno del castello, tra le varie sale, citiamo l’enorme sala per giocare a pallacorda e la cappella in stile barocco genovese. Nei sotterranei si trova un’antica polveriera ed alcune aree dedicate ad oggetti del passato di uso quotidiano perfettamente conservati, quali sbucciamele, macini, telefoni e computer. Prima di lasciare il castello non dimenticare di passeggiare per il giardino e di salutare il mitico Roger, il pavone bianco che abita il castello.

Interno del Castello di Morsasco

AQUI TERME E VILLA OTTOLENGHI

Sulle colline che circondano Aqui Terme si trova Villa Ottolenghi Wedekind ed il Tempio di Herta. Pensate che questo Tempio ha un diametro di 18 metri ed un’altezza che supera i 20 metri. Il portone d’ingresso realizzato in ottone e bronzo, fa percepire la maestosità della struttura. All’interno si trovano diversi affreschi e mosaici. Il tempio è circondato da vigneti, che ci portano con una breve passeggiata all’entrata della villa. Subito ci si trovano di fronte i giardini, ben curati e con piante provenienti un po’ da tutta Europa. Pensate che nel 2011 il giardino della villa vinse il premio European Garden Award. Gli interni della villa vi lasceranno a bocca aperta; eleganti e sobri, tra legni e marmi. Da non perdere il meraviglioso scalone in marmo bianco di carrara.

Interni di Villa Ottolenghi