Grazie alle giornate FAI di Primavera abbiamo avuto modo di visitare il paese di Ponte San Pietro, situato nell’isola bergamasca a soli 7 km da Bergamo. Ponte San Pietro è conosciuto per la sua storia industriale e per la presenza del fiume Brembo che ne ha condizionato lo sviluppo e la morfologia. I quartieri di Ponte San Pietro sono tre, il quartiere Clinica dove si trova il Policlinico San Pietro, l’ospedale della zona; il quartiere di Briolo, la zona più verde del paese ed il Villaggio Santa Maria, ex villaggio operaio. E’ presente anche la frazione di Locate, che in passato era un comune autonomo. Durante le giornate FAI abbiamo visitato il centro storico, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il museo dello smalto e la smaltoteca, il rifugio antiaereo, la fondazione Legler e la chiesetta di San Marco nella frazione di Briolo.
LA FONDAZIONE LEGLER
La prima tappa della nostra giornata è la fondazione Legler, una fondazione creata negli anni 90, con l’obiettivo di conservare la memoria della storica dinastia industriale e tessile del territorio bergamasco. La storia della famiglia svizzera Legler si fonde con Ponte San Pietro nel 1875, quando i Legler scelgono il paese di Ponte San Pietro per creare il cotonificio, grazie alla posizione strategica, in quanto vicina a Milano, servita dalla ferrovia e attraversata dal Brembo, fondamentale per l’energia idraulica. Lo stabilimento fu fondamentale per lo sviluppo del paese e diede lavoro a molti residenti dell’isola bergamasca e zone limitrofe.
Nel 1901 grazie a Matteo Legler, venne introdotta la Cooperativa ispirata ai modelli anglosassoni. La Cooperativa funziona in modo semplice, ovvero acquistare merce all’ingrosso per rivenderla agli operai a prezzi calmierati. La Cooperativa non si limitò al cibo, ma costruì anche case popolari e sostenne lo sport, fondando la squadra di calcio locale e costruendo lo stadio. L’azienda si specializzò poi nel velluto a partire dal 1910, introducendo macchinari d’avanguardia che automatizzavano il taglio del tessuto. Dopo decenni di successo e l’apertura di stabilimenti anche in Sardegna, il settore entrò in crisi negli anni ’70. Nonostante brevi riprese, la concorrenza e i debiti portarono al declino, costringendo la famiglia a cedere l’attività al Gruppo Polli nel 1989.
Oggi, una parte della sede storica Legler ospita il Data Center di Aruba, mentre l’altra parte del fiume ospita la Fondazione Legler ed altre industrie locali. Gli spazi dedicati alla Fondazione Legler ospitano una collezione di campioni di tessuto, completi delle loro schede tecniche, realizzati dal Cotonificio Legler tra gli anni ’10 e la fine degli anni ’50. La Fondazione iniziò negli anni ’90, su iniziativa di Freddy Legler, un’attività di archiviazione, per preservare la memoria del cotonificio Legler e della famiglia Legler. L’attività si diffuse con richieste di archiviazione e custodia anche da parte di aziende bergamasche, di enti pubblici, di parrocchie ed enti sanitari, tra cui la Banca Popolare di Bergamo e l’associazione sordomuti bergamasca.
CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO
Seconda tappa nella nostra giornata a Ponte San Pietra è la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, conosciuta per le sue imponenti dimensioni, per lo stile eclettico e per il campanile alto ben 40 metri. La sua costruzione iniziò nel 1913 su progetto di Elia Fornoni e si concluse nel 1934 con la direzione del figlio Dante, dopo una pausa forzata causa Guerra. La facciata è realizzata in pietra, è decorata con marmi policromi ed è dominata da un grande mosaico che raffigura San Pietro alla guida di una barca. Il campanile è anch’esso costruito totalmente in pietra; grazie al FAI abbiamo potuto salire e godere della vista sull’isola bergamasca. La chiesa è strutturata in un’unica navata suddivisa in sette campate. Gli arredi, gli altari in marmo e il pulpito sono esempi in stile Art Déco applicato a un contesto religioso. Gli affreschi sono opere di pittori locali del Novecento, tra cui Monzio Compagnoni e Galizzi.
MUSEO DELLO SMALTO
Abbiamo poi visitato il Museo ArTchivio dello Smalto di Ponte San Pietro. Abbiamo visto come viene creata un’opera smaltata. L’artista è partito da un pezzo di rame, ha applicato lo smalto sul metallo e poi ha cotto in forno per qualche minuto. L’artista ho tolto l’opera dal forno e lasciato che l’oggetto si raffreddasse. Spesso un’opera richiede molteplici cotture, poiché ogni colore può avere punti di fusione diversi.
Dopo aver visto l’artista all’opera siamo passati alla vista del museo, dove si trovano più di 1500 opere smaltate. Il museo ha aperto nel 2018 grazie alla passione del collezionista Attilio Compagnoni. Pensate che la tecnica dello smalto risale a 1500 anni prima di Cristo e i pezzi più antichi sono rinvenuti in tombe sull’isola di Cipro. Tra le varie opere sono presenti Gertrud, una tigre in rame smaltata lunga 1,5 metri, realizzata con la tecnica del cloisonné. Ampio spazio è dedicato ai maestri italiani, come Mario Marè e Paolo De Poli, e alla rinomata Scuola di Milano fondata da Giuseppe Guidi. Sono presenti anche opere di artisti locali come Attilio Nani. Nel cortile è visibile un pannello monolitico a smalto (3,1 x 1,5 m), considerato uno dei più grandi al mondo.
IL CENTRO STORICO
Il centro di Ponte San Pietro è principalmente Piazza della Libertà, dove si trova il comune. A pochi passi si trova la biblioteca e la struttura medievale chiamata “Stal Lonc”. Una sala di questa struttura è dedicata a Vanni Rossi, artista di spicco nato a Ponte San Pietro. Nella stanza si trovano ben 125 tavole della Bibbia e 20 tele, donate dalla famiglia.
IL RIFUGIO ANTIAEREO
A pochi passi da Piazza Libertà si trova il rifugio antiaereo di Ponte San Pietro. Durante la seconda guerra mondiale, Ponte San Pietro grazie al suo strategico ponte ferroviario, divenne indispensabile per i rifornimenti dell’esercito tedesco. Nel 1944 il rifugio antiaereo nacque in tempi record e fu la protezione per migliaia di civili, potendo ospitare circa 800 persone. Nel dopoguerra il rifugio venne utilizzato come magazzino per la Leger.
CHIESETTA DI SAN MARCO A BRIOLO
Durante le giornate Fai ci spostiamo poi nella frazione di Briolo, dove si trova la Chiesetta di San Marco, posta in mezzo alla natura, in un’area che un tempo era destinata alla sepoltura dei contagiati dalla peste. La chiesetta nasce infatti nel XIV secolo, come luogo per offrire conforto e sepoltura alle vittime delle epidemie. Tra San Marco ed il territorio bergamasco c’è un forte legame, in quanto San marco è il simbolo che testimonia quanto le radici della fede siano intrecciate alla terra stessa. Il fatto che la Chiesetta sorga in mezzo al verde, sulle rive del fiume Brembo, simboleggia il fatto di essere un faro per i credenti, un porto sicuro di preghiera.
COSA VEDERE NEI DINTORNI
Sotto il Monte Papa Giovanni XXIII
Nell’Isola Bergamasca si trova anche il paese di Sotto il Monte che ha un legame indissolubile con Angelo Giuseppe Roncalli, il pontefice Giovanni XXIII. Oggi meta internazionale di pellegrinaggio, il comune offre un itinerario che parte dalla casa natale, rimasta ferma all’austerità di fine Ottocento, fino a Cà Maitino, la dimora estiva trasformata ora in museo. Il cuore del percorso è il moderno Santuario dedicato al Santo, che comprende la Chiesa di San Giovanni Battista (dove sono conservati i calchi del volto e della mano del Papa) ed il Giardino della Pace. Se volete scoprire anche le altre bellezze del paese leggete il nostro itinerario: “Una giornata a Sotto il Monte, paese natale di Papa Roncalli“.
Il Ponte di Paderno d’Adda
A Paderno d’Adda, poco distante da Ponte San Pietro si trova l’omonimo ponte, simbolo dell’archeologia industriale italiana e candidato a sito UNESCO. Progettato a fine Ottocento da Jules Röthlisberger, questo capolavoro ingegneristico, spesso paragonato alla Torre Eiffel per la sua struttura in ferro priva di saldature, scavalca l’Adda a 85 metri d’altezza, unendo le province di Milano e Bergamo. Se volete leggere il nostro articolo completo cliccate sul link “Ponte San Michele, un passaggio secolare tra Bergamo e Milano“.
Bergamo Alta
Se siete a Ponte San Pietro non potete perdervi Bergamo Alta e le sue mura dichiarate patrimonio UNESCO. Stupenda la Rocca trecentesca e il suggestivo Convento di San Francesco, da cui si godono scorci inediti sul colle di San Vigilio. Cuore pulsante di Bergamo Alta è Piazza Vecchia, dove svettano la Torre Civica e il Palazzo della Ragione, a pochi passi dai tesori della Cappella Colleoni e della Basilica di Santa Maria Maggiore. Passeggiate poi fino a Colle Aperto dove potete assaggiare l’originale gelato alla stracciatella presso “La Marianna”. Bergamo Alta è anche molto altro; vi invitiamo a leggere il nostro itinerario completo: “Bergamo in un giorno, visita a città alta“.
Il Villaggio Operaio di Crespi d’Adda
A pochi km da Ponte San Pietro si trova Crespi d’Adda, uno dei villaggi operai meglio conservati al mondo. Fondato a fine Ottocento da Cristoforo Benigno Crespi e perfezionato dal figlio Silvio, il borgo nacque come una comunità autosufficiente dove la vita degli operai ruotava attorno al monumentale stabilimento tessile. Oggi, passeggiando lungo i suoi viali, l’assetto urbanistico appare intatto: dalle ordinate casette con orto destinate ai lavoratori fino al castello della famiglia proprietaria, tutto parla di un’epoca di grande avanguardia. Crespi fu infatti il primo paese in Italia a vantare l’illuminazione pubblica e una piscina riscaldata nei bagni comuni. Oggi il villaggio è visitabile e spesso vengono organizzate visite guidate. Per saperne di più leggete il nostro articolo: “Una giornata al villaggio operaio di Crespi d’Adda“.
FAQ – DOMANDE FREQUENTI SU PONTE SAN PIETRO
Dove si trova Ponte San Pietro?
Ponte San Pietro si trova nell’isola bergamasca, a soli 7 km da Bergamo
Cosa vedere a Ponte San Pietro?
Fondazione Legler
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
Museo dello smalto e smaltoteca
Centro Storico
Rifugio Antiaereo
Chiesetta di San Marco a Briolo
Dove mangiare a Ponte San Pietro?
Borgo Marinaro
Cucina Cereda
Trattoria Taiocchi
Al Galletto d’oro
Cosa vedere nei dintorni?
Sotto il Monte Papa Giovanni XXIII
Il ponte di Paderno d’Adda
Bergamo Alta
Il villaggio operaio di Crespi d’Adda
Il santuario della Madonna dei Campi di Stezzano
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